Sezione a Terra del Museo della Marineria - Cesenatico (Forli'), Emilia-Romagna - Musei

Il Museo della Marineria di Cesenatico si è arricchito di una Sezione a Terra di circa 3.000 metri. Viene riproposta una sorta di arsenale, dove il visitatore, entrando ha subito un meraviglioso impatto visivo dal trabaccolo Cidia (costruito a Fano nel 1921) e dal bragozzo da pesca Vigo (Chioggia 1921 e attivo fino agli anni ‘70). Accanto alle due barche, entrambe lunghe circa 12 metri e completamente attrezzate con le loro vele "al terzo", il Museo propone un percorso tra materiali, situazioni e testimonianze della marineria romagnola. E’ il coronamento di un percorso voluto da una città che ha saputo mantenere la sua identità. In questo caso il legame con la pesca e il mare, cui ha dedicato sin dal 1983 il Museo della Marineria sezione galleggiante. Ed ora, di fronte a quel tratto di porto canale leonardesco, c’è la Sezione a terra dove oltre ad ammirare quattro altre imbarcazioni, si possono vedere materiali e oggetti, strumenti di lavoro e di vita, credenze e superstizioni. A partire dal “pulizòn” (pelliccione) che veniva scolpito nei Trabaccoli, testimonianza dell’antichissimo sacrificio di una pecora al varo della nave (risale ai greci e forse a popoli ancor più antichi) il cui vello veniva poi inchiodato allo scafo. Oppure gli occhi, generalmente di colore rosso che adornano le prue delle barche maggiori, scaramanzia perché l’imbarcazione veda anche ciò che l’uomo non riesce a vedere. Già, perché la Sezione a terra ospita oggetti di quotidiana povertà che vanno ascoltati perché raccontano una o più storie. Così i reperti sono affiancati da un apparato che non è principalmente didascalico (cioè di spiegazione e basta), ma soprattutto suggestivo, per mantenere quel fascino che da sempre il mare esercita sull’uomo. E allora come non immergersi nei mestieri della marineria osservando una ruota da cordaio con la ricostruzione del suo funzionamento che fu assai lungo (dal 1875 al 1985) o immaginare il duro lavoro dei mastri d’ascia osservando la bottega ottocentesca di carpenteria navale riallestita dentro al Museo (è la bottega Marconi situata sulla riva di ponente del porto canale di Cesenatico dove Fafòn aggiustava piccole imbarcazioni). Interessanti alcune ancore antiche e moderne, tra cui alcune risalenti al XVII secolo; seguono installazioni didattiche - tra le quali una riproduzione di lancia attrezzata con vela "al terzo" - dove si potrà misurare la propria abilità con manovre, nodi e paranchi. Ampia parte è dedicata ad illustrare l'evoluzione dell'attrezzatura velica, mentre un esemplare di "mototopo" e una serie di motori raccontano il passaggio dalle barche a vela agli scafi a motore. Al piano superiore si possono vedere le imbarcazioni dall'alto e, con l'aiuto di due terrazze sporgenti, osservare da vicino i dettagli delle vele e delle alberature. Il percorso espositivo prosegue attraverso altri reperti che esemplificano la vita a bordo, la pesca e la sua commercializzazione, la navigazione. Una caratteristica innovativa del museo è l'ampio utilizzo di video all'interno del percorso espositivo: vi sono rari filmati d'epoca, recuperati in gran parte all'Istituto Luce, ma anche animazioni tridimensionali per spiegare le manovre a bordo e videodidascalie per illustrare i reperti. Il Museo della Marineria esiste dal 1983, quando fu realizzata la Sezione Galleggiante ospitata nel Porto Canale Leonardesco con dieci imbarcazioni rappresentative delle tipologie utilizzate in Adriatico (un grande trabaccolo da trasporto, due trabaccoli da pesca, tre bragozzi, una paranza, una lancia, un topo, una battana). Il bookshop del Museo è stato ulteriormente arricchito con altri articoli tra cui cartoline, puzzle, album di disegno, tutti “griffati” Museo della Marineria. Attireranno sicuramente l’attenzione degli appassionati i piani costruttivi delle imbarcazioni del Museo, realizzati in collaborazione con una associazione di modellisti e “garantiti” dal Comitato Scientifico del Museo. Il funzionamento del Sistema Museale di Cesenatico è curato, per quanto riguarda la programmazione e la direzione organizzativa, dall’Assessorato alla Cultura tramite il Servizio Biblioteca e Beni Culturali del Comune, mentre la parte logistica, come la sorveglianza, la manutenzione e la gestione di biglietteria e bookshop, da Gesturist.

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10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
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