Fontanellato (Parma), Emilia-Romagna - Località
Raro e magnifico esempio, perfettamente conservato, di borgo medievale nella pianura padana, Fontanellato è un paese di oltre seimila abitanti, a venti chilometri dalla petit capitale Parma e a dieci chilometri dalla via Francigena. Posto, a 100 km da Milano e a 100 km da Bologna, tra i torrenti Taro e Stirone, è Città d'Arte e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. E' inserito nel Circuito Cittaslow ed è sede, nella prestigiosa Rocca Sanvitale, dell'Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. La presenza dell'uomo a Fontanellato ha origini antichissime, infatti sono state trovate palificazioni terramaricole e suppellettili riconducibili a interi villaggi dell'età del bronzo. Recentemente, a Cannetolo frazione di Fontanellato, è riemersa una importante villa imperiale romana ben conservata a livello di pianta e suppellettili: sono attualmente in corso gli scavi archeologici nella parte residenziale della Domus, dopo gli scavi nella zona rurale. E' con il secolo XI che inizia la storia del paese che ha nel castello il suo simbolo e il suo centro pulsante. Da una iniziale torre fortificata ha origine l'attuale Rocca di proprietà della famiglia Sanvitale sin dal XIV secolo con relativa nascita di un piccolo feudo grazie alla elevazione a dignità comitale dei fratelli Giberto e Gianmartino da parte del Duca Gianmaria Visconti nel 1404. L'amministrazione del feudo fu sempre lungimirante e improntata all'innovazione. Il toponimo di Fontanellato richiama "Fontana Lata", cioè fontana larga, estesa. Il paese è urbanisticamente conservato nella sua struttura chiusa, un tempo, da un ampio fossato esterno. Fontanellato è avvolto dalla suggestiva atmosfera delle terre bagnate dal fiume Po e caratterizzato da un patrimonio storico artistico d'immenso valore: la maestosa Rocca Sanvitale, innanzitutto, circondata ancora oggi dall'ampio fossato d'acqua la "Sala di Diana e Atteone" affrescata dal Parmigianino racchiusa, come una sorta di gioiello, nel cuore del Castello la chiesa di Santa Croce, in stile tardo-gotico l'Oratorio dell'Assunta, d'aspetto settecentesco, con una splendida sagrestia lignea, capolavoro del barocco parmense. Il Santuario della Beata Vergine del Rosario, sempre in centro storico, dove i Padri Domenicani accolgono pellegrini e fedeli da tutta Italia ed Europa. Le strette vie del centro storico di Fontanellato, d'impianto medievale, ospitano minute botteghe sotto bassi portici: qui si respira il fascino di un borgo antico scampato all'usura tempo. Il visitatore viene scoprendo quasi all'improvviso la Rocca Sanvitale. E appena s'intravede l'isolato e solitario castello lo spazio, che prima appariva angusto e tortuoso sembra dilatarsi, espandersi in una vastità difficile da misurare. La Rocca, circondata da una grande fossato - "peschiera" non casualmente è detto nei documenti antichi - si presenta con un'eleganza aristocratica singolare, che la rende inconfondibile nel pur vario e ricco panorama di castelli, che dal Po alla montagna, punteggiano il territorio di Parma. Castello che non ha perso nulla del fascino che gli deriva dall'esser stato una costruzione di difesa militare nei tempi ferrigni ed aspri del medioevo. La cinta esterna venne eretta, a partire dal torrione quadrato posto a nord - che in origine era molto più alto - probabilmente dopo il 1386 e completata su pianta quadrata prima della metà del '400. Una corretta rilettura dell'edificio oggi è difficile, anche se, nel cortile, diverse sono le tracce di aperture e chiusure. Originaria, seppur restaurata, la quattrocentesca scala a volte che conduce alla loggia superiore, così come originario è il porticato che al piano terra si sviluppa sul lato nord-est. Le finestre ogivali che si aprono su tre lati del cortile sono di gusto tardogotico. La corte, se ricorda ancora la fortificazione, ha tuttavia nell'uso elegante del cotto, nella ricercatezza del doppio loggiato, una certa grazia signorile. Così tutta la Rocca di Fontanellato unisce il senso di forza e di compatta solidità propria delle costruzioni militari con una grazia, un po' acerba, ma evidente, proprie di un'età signorile, che veniva scoprendo l'umanesimo e con esso i piaceri dell'intelligenza e del vivere. Il gioiello più prezioso della Rocca di Fontanellato è costituito dalla Saletta di Diana e Atteone, affrescata nel 1524 da Francesco Mazzola detto il Parmigianino (Parma 1503 - Casalmaggiore 1540), uno dei maggiori maestri della Storia dell'Arte europea. La sala (4,35x3,90x3,50 m) è coperta a volta, e si chiude con 14 lunette sotto cui una cornice in legno laccato e bordato d'oro contiene una scritta in latino delle Metamorfosi di Ovidio. Gli affreschi si stendono al di sopra di questa fascia nelle lunette e nella volta. L'andamento della volta è sottolineato dall'affresco, che finge nelle vele una architettura aerea rotta da grandi occhi, attraverso i quali si intravvede il cielo, e decorata da un finto mosaico. Da qui parte un pergolato coperto di fronde arboree, che si conclude in una grande siepe ottagonale di rose, che permette di vedere un ampio squarcio di cielo. Al centro è uno specchio circolare con la scritta "Respice finem", cioè "osserva la fine" sulla cornice lignea tonda, che richiama quella che delimita l'intera parte affrescata. Nei pennacchi della volta si muovono festosi dodici putti, alcuni alati e altri no, che recano in mano animali e frutta, si riposano oppure sono in atto di lottare o di giocare. I piedritti sono conclusi da teste di medusa in stucco, maschere enigmatiche, con capigliature composte da grovigli di serpenti. Il visitatore entrando scopre come prima scena quella che raffigura due cacciatori, che inseguono una ninfa, anch'essa con il corno da caccia ed un elegante levriero legato con una corda attorcigliata al polso sinistro. Il racconto continua nella parete destra dove si vede il giovane cacciatore Atteone, che ha sorpreso la dea Diana al bagno, insieme alle ninfe che l'accompagnano. La dea irritata lo spruzza con l'acqua e il giovane, ancora con l'arco in mano, inizia a trasformarsi in cervo. Nella parete successiva, tra due cani da caccia, un giovane è concentrato a suonare il corno, mentre Atteone, la cui trasformazione in cervo è completata, viene sbranato dai suoi stessi cani che non lo riconoscono. Sull'ultima parete è una figura femminile, circondata da cani, che si staglia su un paesaggio arrossato dal tramonto e tiene nella destra sollevata alcune spighe e nella sinistra una coppa su di un vassoio: si tratta di Paola Gonzaga, moglie del Conte Galeazzo Sanvitale, committente dell'opera. Oltre ai tesori d'arte, Fontanellato è apprezzata per la rinomata tradizione eno-gastronomica parmense. Tra i prodotti tipici, segnaliamo: Culaccia di Fontanellato, Fiocco e Salame Strolghino, torta fritta calda, tortelli d'erbetta, cappelletti in brodo al ripieno di formaggio, Parmigiano Reggiano, Parmigiano Reggiano, crostate di marmellata e torte caserecce. Durante tutto l'arco dell'anno, Fontanellato offre una ricca serie di appuntamenti e iniziative culturali che hanno reso il paese "la corte della bassa parmense", una delle più apprezzate mete del turismo nazionale e internazionale. Enogastronomia di qualità, produzioni tipiche, eccellenza nell'accogliere i turisti e nei servizi rivolti ai cittadini: per Fontanellato essere una "cittàslow" significa promuovere uno stile di vita basato su ritmi sani, qualità della vita e servizi efficienti.
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