Il Castello di Verrés - Verres (Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste), Valle D'Aosta - Castelli
Il poderoso Castello di Verrés è uno dei più rilevanti esempi europei di fortezza militare tardogotica e il più bel monumento dell'età feudale in Valle d'Aosta. La struttura architettonica fu costruita da Ibleto di Challant alla fine del 300 su di un picco roccioso a strapiombo sul torrente Evançon che domina il sottostante borgo di Verrès. Tipico castello monoblocco, l'edificio ha una pianta quadrata di 30 metri di lato e mura spesse oltre 2 metri ed è coronato da fitti beccatelli che sostengono la merlatura in seguito coperta dal tetto. Un'iscrizione scolpita in caratteri gotici sopra una porta che dallo scalone introduce a un locale del primo piano attesta che Ibleto pose mano ai lavori nel 1390. Nel 1536 Renato di Challant rinnovò l'apparato difensivo del maniero adattandolo all'uso delle moderne armi da fuoco. L'intervento, ricordato da una lapide posta al di sopra del portale d'ingresso, fu realizzato con la collaborazione di un esperto architetto militare, il capitano spagnolo Pietro de Valle. In questa occasione venne costruita una cinta muraria munita di cannonniere, di speroni a controfforte e di torrette poligonali da offesa, idonei all'impiego di cannoni e delle spingarde fusi nel feudo che il conte di Challant possedeva a Valangin, in Svizzera; inoltre l'ingrsso fu reso più sicuro mediante la realizzazione dell'antiporta con il ponte levatoio e l'apertura di feritoie. Si provvide poi ad aprire nuove finestre a crociera, in aggiunta a quelle a tipo gotico a monofora e a bifora già esistenti, e nuove porte ad arco moresco, di evidente influsso spagnolo e gli interni furono arricchiti con nuovi arredi. Alla morte di Renato di Challant senza eredi di sesso maschile nel 1565 il castello divenne proprietà della famiglia dei Savoia. Nel 1661 il duca Carlo Emanuele II ordinò di smantellare gli armamenti e di trasferirli al forte di Bard, punto styrategico dove si concentrava la difesa della Valle d'Aosta. Gli Challant riottennero il possesso della rocca nel 1696 e lo mantennero fino all'estinzione della casata, ai primi del XIX secolo. All'epoca il castello era abbandonato da quasi due secoli: il tetto, già in parte crollato, era stato demolito del tutto per evitare il pagamento del canone erariale, così che i piani superiori erano esposti alle intemperie e invasi dalle erbacce.Il salvataggio di questo castello come per i castelli di Issogne e di Fénis, si deve all'interesse di un gruppo di intellettuali piemontesi accomunati dalla passione per il Medioevo.Il castello ogni anno è il prestigioso luogo dove si svolge il Carnevale Storico verrezziese in cui si rievoca, tra storia e leggenda, l'epopea della contessa Caterina di Challant. Qui di seguito una descrizione del Castello: superata l'antiporta che si apre nella cinta fortificata, accessibile anche a cavallo dal ponte levatoio, si incontra l'edificio destinato a corpo di guardia situato di fronte all'entrata del castello. Il portale di ingresso immette in un androne difeso da una caditoia dissimulata nella volta; una seconda porta, anticamente protetta da una saracinesca, dà accesso al cortile del castello. Attorno a questo ambiente quadrato il corpo dell'edificio è disposto ad anello su tre piani, collegati da un monumentale scalone in pietra impostato su archi rampanti. La regolarità geometrica della struttura e l'essenzialità della decorazione, affidata unicamente ai particolari in pietra verde e bianca lavorata, si intonano al carattere difensivo dell'edificio e denotano altresì l'eccellenza delle maestranze locali. Al piano terreno si aprono due grandi saloni simmetrici che occupano per intero i lati est e ovest del castello, mentre a sud è situata la cucina. Il salone orientale probabilmente in origine adibito a magazzino per l'artiglieria, è coperto da una volta a botte. Di maggior interesse è la sala d'armi sita a occidente, voltata a sesto acuto: essa ha due camini monumentali dagli stipiti sagomati; il raddoppio delle murature il recente restauro ha provato più campagne costruttive. I locali signorili del primo piano, sono illuminati da eleganti bifore di gusto trecentesco, più ampie di quelle degli altri piani. La grande sala da pranzo è collegata da un passavivande alla cucina padronale. Questo ultimo ambiente, dotato di tre grandi camini, presenta una volta in pietra a vele multiple rifatta ai tempi di Renato di Challant, l'unica copertura originale ancora esistente nel castello;merita attenzione anche il camino situato sul lato nord, di dimensioni grandiose e riccamente decorato da modanature e pilastrini. Al secondo piano (non visitabile) sono situati gi appartamenti di servizio, collegati da una scala in legno al piano delle caditoie.
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